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Davide Degano





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Beyond the Land of Castles è stato presentato per la prima volta a fine ottobre 2019 con una mostra a Trieste, presso il Palazzo Regionale. A causa del COVID-19, le mostre allestite nell'estate-autunno 2020 sono state rimandate, così come la presentazione del libro e del film documentario. News a seguire.

Selezionato per Athens Photo Festival 2020
Selezionato per Photo Vogue Festival “All in This Together”
Nomina con Menzione d’onore al Paul Schuitema Award 2020

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Oltre la terra dei castelli,
Ho riscoperto una terra indesiderata, dimenticata ma promessa.

Ricordo come mio nonno, Giuseppe, mi raccontava storie sulla sua giovinezza, come quando fu catturato dalle truppe tedesche, riuscì a scappare e tornò a casa dalla Germania. Posso ancora sentire, attraverso la sua memoria, il forte senso di appartenenza, quando ha descritto la felicità nel rivedere in lontananza quelle montagne che l’han cresciuto.

Con questo progetto, riscopro parti del mio patrimonio culturale, fotografando le diverse sfaccettature della vita dei villaggi di montagna tra il confine italiano e sloveno. Quello che ho trovato in questi villaggi è stata una comunità di “sopravvissuti”, una comunità di emigranti che si era imposta un autoesilio dopo le guerre mondiali e il terremoto del 1976, al fine di inseguire quel "benessere" promesso dalle nuove città industrializzate.

Queste realtà hanno avuto un ruolo molto importante durante tutta la mia giovinezza, ma sfortunatamente sono diventate un esempio emblematico di villaggi "dimenticati" in Italia e in Europa.

Oltre la Terra dei Castelli è un esame dell'importanza del concetto di "locale" attraverso l’uso della memoria in relazione alla nostra società moderna, che è basata sul modello della globalizzazione. Quella che racconto, è una storia universale. È una storia di potere, chi ce l'ha e decide come dovrebbe essere lo sviluppo, chi non ce l'ha e non lo avrà mai.

Mentre esploro le tematiche che maggiormente caratterizzano quest'area, come l'emigrazione e lo spopolamento montano, rifletto sull'importanza dei valori su cui si basano la memoria personale e comune al fine di scuotere i presupposti che i ricordi e il passato portano nostalgia e non progresso.
Questo progetto vuole iniziare un lavoro che si concentra sull'alterazione violenta del paesaggio e sull'enorme vuoto culturale che minaccia. Voglio documentarlo, per mettere in discussione il concetto stesso di "progresso", che sembra essere la forza che “muove” il mondo moderno. Ma a volte il "progresso" porta alla regressione di altre realtà. Il rischio che queste culture scompaiano è tangibile e concreto poiché l’impegno politico preferisce concentrarsi sullo sviluppo delle città e dei suoi sobborghi.