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Davide Degano
Sclavanie

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Sclavanie è un libro che racconta la riscoperta di un microcosmo geografico, di un’area montana al confine tra Italia e Slovenia, ove affondano le radici dell’autore Davide Degano. Attraverso un riesame attivo, critico e consapevole del “locale” è indagata la memoria comune tramandata fra gli abitanti che resistono tra questi luoghi. Con uno sguardo etnografico, a partire dalle forme dell’abitare, dell’occupare la natura, del fare comunità, economia, paese, si isolano elementi e suggestioni culturali. Grazie alle fotografie tali elementi narrativi possono essere osservati rispetto alle minacce e opportunità del contemporaneo favorendo una lettura prospettica inedita.

Esplorare i temi che più caratterizzano quest’area, come l’emigrazione e lo spopolamento dei piccoli borghi, diventa allora un’occasione per riflettere sui valori dell’abitare e del fare comunità, sulla loro trasformazione, degrado, estinzione ma anche riscoperta e fioritura.

Che opportunità offrono questi territori? A quali vocazioni rispondono? Come possono competere nelle trame del globalismo metropolitano?

La dimensione borgo montano non solo come strategia nostalgica di riposizionamento ma reale chance di rigenerazione di tessuti capaci di garantire occupazione e qualità del vivere come in pochi altri contesti. La struttura linguistica del Friuli Venezia Giulia è molto complessa e unica nel suo genere. Qui si incontrano infatti lingue latine, slave e germaniche, eredità di un passato che ha visto queste popolazioni vivere le une affianco le altre. Questa particolarità rende il Friuli Venezia Giulia l’unica regione in Europa dove vengono ancora utilizzate ben quattro lingue ufficiali all’interno del medesimo territorio: l’italiano, lo sloveno, il friulano e il tedesco. All’interno di questo panorama linguistico ricco e articolato, trovano spazio ulteriore varietà linguistiche locali e regionali.

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